Sinistro con Autobus

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Sinistro con Autobus

È il 20 febbraio 2017, Mara e Giulia (i nomi sono di fantasia) prendono l’autobus, come tutte le mattine, per andare a scuola.

Hanno entrambe 16 anni e anche quella mattina, come tutte le mattine, i posti a sedere sull’autobus sono terminati e dovranno fare tutto il viaggio in piedi, fino a scuola.

Purtroppo quella mattina non va tutto liscio come al solto e, in una rotatoria, l’autobus su cui sono trasportate entra in collisione con una Renault Megane.

L’urto non è grandissimo per la verità, ma le ragazze purtroppo sono in piedi, e come loro altri studenti. Cadono quindi uno sull’altro riportando contusioni varie.

Le due ragazze andranno regolarmente a scuola, nonostante i dolori ,e nel pomeriggio saranno i genitori a portarle al pronto soccorso perché non stavano affatto bene.

Dopo qualche giorno i dolori non erano ancora passati e il medico consigliava un ciclo di cure riabilitative ed eventuali accertamenti.

La spesa che si prospettava per le cure non era da poco. Fu così che i genitori si sono rivolsero a SOS INCIDENTE per capire se potevano avere un risarcimento, almeno per pagare le cure mediche.

Inizialmente l’assicurazione tentenna e non vorrebbe pagare nulla, poi, grazie all’insistenza di SOS INCIDENTE, fa una prima offerta risarcitoria.

SOS INCIDENTE consiglia ai genitori di non accettare la prima proposta in quanto è molto bassa e non copre neanche le spese. Continua la trattativa e così ottiene il pagamento di tutte le spese ma nulla per il ristoro delle sofferenze avute dalle ragazze.

Noi di SOS INCIDENTE abbiamo l’obiettivo di definire quasi tutte le vertenze in via stragiudiziale: cerchiamo, quanto possibile, di evitare un contenzioso con l’assicurazione perché siamo convinti che una transazione si possa sempre trovare.

A volte, come nel caso delle due ragazze, questo non è possibile. In questo caso purtroppo l’assicurazione ha contestato tutto e alla fine ci siamo dovuti rivolgere al Giudice di Pace.

Al momento la controversia sta dando buoni frutti. Infatti il Giudice ha ascoltato le nostre ragioni ed ha nominato un medico che visiterà a breve le due ragazze.

Ci aspettiamo che confermi sia che le spese per le cure sono state necessarie, sia che debbano essere risarcite per i dolori che hanno avuto e che purtroppo, a volte, hanno ancora oggi.

Certo, non è ancora finita per Mara e Giulia, ma siamo fiduciosi.

Anche io ho una figlia di 15 anni che ogni mattina sale su un autobus strapieno per andare a scuola. Se si investisse di più sulla sicurezza, incidenti come quelli che sono accaduti a Mara e Giulia non avrebbero nessuna conseguenza. Se però chi gestisce il trasporto dei ragazzi si assume la libertà di risparmiare, si deve assumere anche la responsabilità di risarcire quando qualcosa va storto.

E se noi siamo i primi a tutelare i diritti del danneggiato, le cose potranno di certo migliorare.

Immagina adesso che ai lati della strada non ci sono auto in sosta ma due persone anziane che passeggiano. A questo punto devi scegliere se salvare il bambino o l’anziano che passeggia.

C’è inoltre da capire come reagiresti se per evitare di investire un’altra persona metteresti a rischio  la tua stessa vita o quella delle persone che sono in auto con te.

I risultati dello studio hanno mostrato che i principi morali degli uomini non sono universali, bensì variano a seconda della cultura, delle condizioni economiche e dell’area geografica di provenienza.

In alcune zone del mondo il dilemma si è manifestato anche quando il guidatore doveva scegliere tra un animale e un essere umano.

Ora, visto che siamo tutti d’accordo sul fatto che le auto a guida autonoma saranno sempre più diffuse, poniti questa domanda: è giusto, secondo te, far decidere ad una macchina chi debba vivere e chi debba morire?

E soprattutto, non vorresti sapere come la pensava l’ingegnere che ha programmato la tua macchina?

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